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Le vorticose acque dello Stretto di Messina costantemente sottoposte al travaso fra i bacini Ionico e tirrenico sono da considerarsi tra le zone con la più spiccata biodiversità del Mediterraneo, infatti ogni immersione in questi fondali regala sempre incontri indimenticabili. Capo Peloro costituisce l'estremità nord orientale della Sicilia, l'ultima propaggine dei monti peloritani che si allunga sul mare proprio davanti alla Calabria, quasi a chiudere come una gigantesca porta l'ingresso settentrionale dello Stretto di Messina.
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In questo tratto di costa la mitologia riteneva si nascondesse il mostro marino Cariddi, che insieme a quello di Scilla rappresentavano la personificazione dei terrificanti vortici marini che costituivano a quei tempi un serio pericolo per la navigazione nello stretto. Oggi non si temono più le ire di Scilla e Cariddi, ma al contrario proprio grazie alle vitali correnti, che queste acque ospitano un ecosistema marino che possiamo considerare tra i più ricchi e particolari del Mediterraneo. Infatti, scendendo lungo le scogliere che velocemente si perdono nelle profondità tra la Sicilia e la Calabria, potremo scoprire una fauna esclusiva con specie che difficilmente si possono riscontrare in altre zone delle nostre coste, e se poi abbiamo la fortuna di organizzare un'immersione di notte ecco che questi fondali mostreranno tutta la loro sorprendente bellezza. |
| Dai un'occhiata alle pagine delle varie immersioni accessibile dal menu qui a sinistra... è solo un assaggio ;-) |
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News
Bellissime foto di Marco Giuliano
Conferenza sui lavori di identificazione del Produgal
Sarà un ulteriore elemento per contribuire a costituire quel patrimonio
di reperti che si andrà a valorizzare con la creazione del museo del
mare. Lo ha evidenziato stamani il sindaco di Messina, on. Giuseppe
Buzzanca, presentando, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a
palazzo Zanca, i risultati della campagna di ricerca coordinata dalla
Capitaneria di Porto, dalla Soprintendenza del Mare ed effettuata da
Ecosfera, per identificare il relitto del cargo "Produgal", affondato
all'interno del porto di Messina durante il terremoto del 1908.
{youtube}Ru-MmM_zdKU{/youtube}
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"Operazione Produgal" un grazie a chi ha collaborato.
Ancora i lavori non sono terminati, stiamo preparando tutti gli incartamenti...stiamo lavorando all'editing
del materiale Audio Video da fornire alle autorità... nel frattempo ci divertiamo ad anticipare qualche contenuto:
{youtube}pEGpZGN40ow{/youtube}
... e uno dei mattoni refrattari prodotti presumibilmente da "Williamson-Cliffe & Company in Stamford "
fotografato al'interno della nave...
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"Produgal" č lei ? altri elementi ...
23 Gennaio 2010, è quasi certamente il relitto del "Produgal", la nave che giace sul fondale del porto di Messina, la seconda giornata di immersioni ci ha regalato maggiori dettagli sul relitto stesso, dettagli che confrontati con i dati in ns possesso dai registri dell'epoca ci consentono di affermare con buona sicurezza che il relitto individuato in assetto di navigazione si possa trattare proprio della nave russa "Produgal".
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Operazione "Produgal"
La Soprintendenza del Mare ed Ecosfera insieme all'A.S. Nettuno, la Marina Militare e la Guardia Costiera dal 22 Gennaio è impegnata in un attività di ricerca e identificazione del relitto della nave Produgal , affondata all'interno del porto di Messina durante il terremoto del 1908 a causa del conseguente maremoto. Dopo mesi di ricerche si è arrivati alla raccolta di tutto il materiale presente negli archivi internazioali sulla nave in oggetto.
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Crociera Mar Rosso itinerario Nord
Crociera Mar Rosso itinerario Nord - Relitti con imbarco da Hurghada il 22 Novembre e rientro il 29.
Partendo da Hurghada, a soli 5 minuti dall'aeroporto, in direzione nord nelle acque del Mar Rosso sono frequenti numerosi reefs che rendono pericolosa la navigazione, in questo tratto di mare, infatti, sugli splendidi fondali corallini giacciono i relitti tra i più interessanti per l'esplorazione subacquea.
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Ritrovata ancora romana
26 Luglio 2009
Nel corso di un'immersione nei pressi dello "Scalone", ad una profondità di circa 40 mt, il nostro Giuseppe Staiti ha avvistato un'ancora in piombo, presumibilmente di epoca romana.
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