“Aggiusto meglio la sdraio e guardo il mare di fronte alla spiaggia. Il variare delle increspature sulle onde mostrano chiaramente che la corrente è forte. Oltre il mare la ripida costa di Scilla è inondata dalla luce del tramonto. Mi giro verso il sole basso sull’orizzonte. Una grossa nave portacontainer si sta avvicinando all’imboccatura dello stretto. Con questa aria pulita e questa ottima visibilità sembra più vicina di quanto sia in realtà. Come al solito, in queste situazioni, commento: «Non male come relitto proprio in quel punto, così vicino al diving»”
Risalendo lungo la costa il reef di Abu Nuhas è stato teatro di numerosi naufragi, tra questi i più famosi sono: i mercantili Markos Dana, Carnatic e Chrisoula. Attraversato lo stretto di Gobal, a ridosso della costa del Sinai, nei pressi dell’ampio reef di Sha’ab Ali giace su un fondale di 30 mt uno dei relitti più affascinanti nel mondo: il Thistlegorm, affondato nel corso della 2° guerra mondiale con il suo carico bellico ancora disposto nelle stive. L’itinerario prevede anche immersioni naturalistiche lungo pareti e fondali ricchi di vita e di colori; il parco marino di Ras Mohammed, la parete di Bluff Point sulla punta nord di Gobal Seghir, l’isola di Umm Gamar e i torrioni di Carless Reef sono solo alcune delle località subacquee che meglio rappresentano le meraviglie del Mar Rosso. Il prezzo orientativo e’ di 1100 euro a persona, ma stiamo ancora lavorando con l’operativo voli.
Nel corso dell’incontro cui hanno partecipato l’assessore alle politiche del mare, Pippo Isgrò; il comandante del distaccamento Marina militare di Messina, capitano di vascello, Pasquale Bardetta; il comandante la Capitaneria di Porto, capitano di vascello Nunzio Martello; il Soprintendente del mare, prof. Sebastiano Tusa; il presidente della Cooperativa Ecosfera, Domenico Maiolino, ed il presidente ASD Nettuno, Daniele Cotogno, è stato anche confermato che il bronzeo rostro di una nave di epoca romana, ritrovato alla fine della estate del 2008 al largo di Acqualadroni, è in fase di restauro a Pisa e fra tre-quattro mesi dovrebbe far ritorno a Messina, per essere esposto in un sito comunale della città. Le immersioni di ricerca del relitto del Produgal sono state effettuate dal 22 al 26 gennaio
scorso dai sub della cooperativa Ecosfera, insieme ai tecnici della Soprintendenza del Mare della regione siciliana ed ai sommozzatori della Marina Militare appartenenti al Nucleo SDAI di Augusta. Nel corso della campagna di immersioni sono state eseguite le misurazioni del relitto e la documentazione video fotografica, evidenziando elementi che hanno permesso l’identificazione della nave a vapore, a 65 metri di profondità, nel piroscafo “Produgal”, 90 metri di lunghezza, 12 di larghezza e una stazza di 2392 tonnellate, appartenente alla compagnia di navigazione russa Svorono & E. di Pollone con sede a Mariupol. Costruita nel 1890 a Middlesbrough da Sir Raylton Dixon & Co. per la compagnia Ruskin SS Co (A. Holland & Co) di Londra con il nome di Ruskin, nel 1901 passò alla Darwin SS Co. Nel luglio del 1908 venne venduta alla compagnia russa Svorono & E di Pollone (Mariupol, Russia) e ribattezzata Produgal. Le immersioni all´interno della zona Militare del porto di Messina, che sono state autorizzate dal Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia, sono state state accompagnate da una ricerca storica del relitto, eseguita in collaborazione con l´associazione “Nettuno”, attraverso il reperimento di notizie giornalistiche che riportavano notizie dell´affondamento.
Poche settimane dopo il 28 dicembre del 1908, il “Victoria Daily Colonist” e l´australiano “The Mercury” riportarono il tragico affondamento del mercantile Produgal che si trovava all´interno del bacino di carenaggio per riparazioni, da cui venne spostato dalla potenza dell´onda del maremoto. Negli articoli vengono riportati i racconti di Constantine Doresa, incaricato dalle compagnie assicurative per sovrintendere i lavori in bacino, e che insieme ad alcuni membri dell’equipaggio dello stesso Produgal, si unirono agli altri equipaggi di navi presenti in porto per il salvataggio dei superstiti del sisma. Il relitto, ritrovato dopo oltre cento anni, si presenta integro per la maggior parte delle sue strutture, ed è insabbiato di circa 3 metri, per tutta la sua lunghezza. La prua corrisponde nelle sue forme a quanto indicato nei disegni costruttivi mentre assenti sono ancore e le relative catene dagli occhi di cubia, mentre l’argano salpa ancore non è più nella sua posizione originaria. Elementi dell’alberatura prodiera giacciono nei pressi del secondo boccaporto della stiva di prua ed il carruggetto di dritta, che alloggiava il relativo fanale di via, è distrutto, mentre quello di sinistra è integro. L’accesso alla stiva prodiera, vuota, è facile attraverso due ampi boccaporti. Nel Ponte di comando sono ancora visibili nella timoneria i resti del timone ed in sala macchina la macchina a vapore, a triplice espansione con le sottostanti caldaie. Ottimamente conservata la cucina con vari utensili.
Ancora i lavori non sono terminati, stiamo preparando tutti gli incartamenti…stiamo lavorando all’editing del materiale Audio Video da fornire alle autorità… nel frattempo ci divertiamo ad anticipare qualche contenuto:
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… e uno dei mattoni refrattari prodotti presumibilmente da “Williamson-Cliffe & Company in Stamford ” fotografato al’interno della nave…
…quasi 2 anni di lavoro, mesi e mesi di ricerche.. con Daniele, Salvatore, Enzo, Lorenzo, Alberto, Marco, Matteo, Fulvio, Peppe, Josè, Cosimo, Giusy, Gina..
… altrettanti mesi per ottenere i nulla osta ad immergerci…. (la prima ordinanza del 2010 emessa dalla Guardia Costiera di Messina è proprio per Ecosfera) … .ed il piacere di invitare alcuni amici, Lorenzo Del Veneziano, Filippo Mallamaci (http://www.scubapoint.it/), l’esperto di storia navale Marco Errigo, gli esperti Sub Pippo Cucinotta e Salvatore Platania…
… alle istituzioni:
… la Soprintendenza del Mare…. con la presenza dell’ Ingegner Lino
… La Marina Militare …. con la presenza del nucleo SDAI
…. La Guardia Costiera .. .con l’assistenza logistica a mare
… L’Agenzia Industria e difesa.. per l’assistenza logistica a terra
a tutti loro va il grazie sentito di Ecosfera.
L’appuntamento è alle prossime spedizioni….in un mondo tutto da scoprire
La Soprintendenza del Mare ed Ecosfera insieme all’A.S. Nettuno, la Marina Militare e la Guardia Costiera dal 22 Gennaio è impegnata in un attività di ricerca e identificazione del relitto della nave Produgal , affondata all’interno del porto di Messina durante il terremoto del 1908 a causa del conseguente maremoto. Dopo mesi di ricerche si è arrivati alla raccolta di tutto il materiale presente negli archivi internazioali sulla nave in oggetto.
Briefing dopo la prima giornata di immersione insieme all’ing. Lino della Soprintendenza del Mare.
23 Gennaio 2010, è quasi certamente il relitto del “Produgal”, la nave che giace sul fondale del porto di Messina, la seconda giornata di immersioni ci ha regalato maggiori dettagli sul relitto stesso, dettagli che confrontati con i dati in ns possesso dai registri dell’epoca ci consentono di affermare con buona sicurezza che il relitto individuato in assetto di navigazione si possa trattare proprio della nave russa “Produgal”.
Dai registri navali dell’epoca e dai piani costruttivi in ns possesso la nave era lunga 297 piedi (90,6mt) e larga 40 piedi (12.2 mt), una immersione effettuata poche ore fa da un team di ns sub ci ha rivelato che il relitto che giace dentro il porto di Messina è stato misurato in 91.5 metri. Questa misurazione è stata effettuata in due parti misurando dal fumaiolo vs Prora e vs Poppa. Inoltre la nave presenta molte caratteristiche corrispondenti a quanto presente nei piani di costruzione.
Una penetrazione in sala macchine (in cui era presente tantissima sospensione) ha permesso di stabilire che l’unità propulsiva è a tripla espansione, proprio come quanto riportato sui registri dell’epoca, la forma della poppa è ellittica come riportato sui registri del 1895 di questa nave quando ancora si chiamava “Ruskin” e aveva bandiera Inglese.
Nelle stive di poppa è ancora presente nel suo alloggiamento originale l’elica di rispetto a 4 pale , sono presenti molti oblò dotati di vetro, è presente l’elica principale e si trova semi insabbiata per qualche metro, nelle cucine sono ancora presenti stoviglie. Il piano di coperta a prua è ad una profondità di -56mt ed è adagiata su un fondale di circa 65m mt. La nave si trova in posizione di navigazione con la poppa rivolta verso la terraferma, dai giornali dell’epoca la nave si trovava in secco al bacino per alcuni lavori di modifica (a luglio del 1908 era stata acquistata dalal Svorono di Pollone) e da quanto racconta Constantine Doresa ,che si trovava all’Hotel Trinacria a messina durante i giorni del terremoto a curare questi lavori sulla nave, l’onda di maremoto generata dal terremoto strappò la nave dalla terraferma e la sbalzo in acqua, causando il successivo affondamento.
Ecosfera continua fino a martedì l’attività di ricerca sulla Produgal al fine di raccogliere quanti più elementi da condividere con le autorità competenti al fine di aggiungere altri tasselli alla storia di questo ns mare.
Qui di seguito una rappresentazione grafica della nave e degli elementi identificativi rilevati e documentati durante la missione:
Pubblichiamo oggi il risultato di un lavoro durato circa un anno e che ci ha consentito di attirbuire un nome al relitto che giace davanti la spiaggia di Cannitello.
Si tratta della Alvah, nave inglese che naufragò nel 1895 in seguito ad una collisione avuta nello Stretto di Messina.
Pubblichiamo un documento che abbiamo preparato per illustrare la ricerca condotta.
Dopo la Bowesfield, Luglio si conferma il mese delle identificazioni per il nostro team che, ricordiamo, si avvale dell’insostituibile supporto degli amici dell’ A.S.D. Nettuno.
Ecosfera è stata incaricata di assunzione di custodia dei siti archeologici subacquei delle località Mortelle e Torre Faro per l’anno corrente come da determina prot. n° 5244/l/3 della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia.
Dopo una lunga, difficile e paziente opera di ricerca condotta insieme agli amici di Nettuno a.s.d. , abbiamo concluso le attività di identificazione della “Nave di Faro”.
Da oggi i numerosi subacquei che frequentano quello specchio di mare potranno dare un nome, il suo nome, al vapore che oltre un secolo fà si inabisso nelle nostre acque.
E’ per noi una grande soddisfazione presentarvi il lavoro di ricerca effettuato.
Vi aspettiamo alla Bowesfield:-)))
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